FORMAZIONE OPERATORI DI PROGETTO


Obiettivo generale dell'intervento formativo

Premessa: finalita' e architettura dell'intervento formativo Le attivita' formative del progetto di formazione "operatori di progetto", come previsto dalle prescrizioni del MURST, sono finalizzate a:

Piu' in dettaglio le due azioni riguardano:

Rifocalizzazione

L'analisi preliminare dei bisogni di competenze tecnologiche e professionali per la realizzazione delle iniziative contenute nei progetti di innovazione CLUSTER e TRIALS, ha messo in evidenza le seguenti opzioni/priorità:

In relazione ai due progetti di innovazione il profilo per questi "professional" e' cosi sintetizzabile:

CLUSTER

1) professionista infocom: professionista della informatica-comunicazione e della nuova filiera tecnologica convenzionalmente denominata "convergenza multimediale". Il dominio professionale di questo specialista copre una molteplicità complessa di strumenti culturali, tecnici ed operativi in contesti di tipo progettuale, operativo e di consulenza. L'obiettivo finale e ' di formare 15 professionisti.

2) professionista informatica tecnica: professionista della automazione industriale, il cui profilo professionale comprende un esteso dominio di metodi e tecniche informatiche e di progettazione, ivi incluse tecnologie di elaborazione di modelli matematici e dati complessi, di trattamento avanzato di segnali e immagini e di calcolo ad alta prestazione, con una buona integrazione di tali tecniche con differenti problemi innovativi, espressi dal sistema delle imprese locali. L'obiettivo finale e' di formare 17 professionisti.

3) professionista software engineering: professionista che governa un insieme di contenuti tecnici nel campo della produzione del software e che sia progressivamente in grado di applicarle in forma di servizi verso le imprese dell'information technology. A tale scopo conosce le dinamiche del mercato dell'offerta e della domanda di soluzioni tecnologiche. L'obiettivo finale e' di formare 8 professionisti.

TRIALS

4) professionista tecnologie elettroottiche: professionista che governa un insieme di contenuti tecnici nel campo delle tecnologie elettroottiche e che sia progressivamente in grado di applicarle in forma di servizi verso l'industria (lavorazione materiali, ambiente industriale) e verso il sistema territoriale (acqua e aria). A tale scopo conosce le dinamiche del mercato dell'offerta e della domanda di soluzioni tecnologiche. L'obiettivo finale e' di formare 5 professionisti.

Si sottolinea che l'attivita' di rifocalizzazione professionale del personale, pur presentando elementi comuni, quali l'orientamento all'analisi del contesto e del mercato, si differenzia:

L'obiettivo formativo, unito ai diversi "timing" previsti per ogni linea di ricerca in cui si articolano i progetti di innovazione, ha influito sulla scelta dell'architettura didattica di riferimento. Lo schema che si intende adottare in questo processo formativo vede un'alternanza di cicli di formazione teorica (anche presso istituzioni esterne) a cicli di impegno individuale e di attività su progetto (CLUSTER e TRIALS). In estrema sintesi il modello prevede:

Il prodotto formativo sarà comunque strutturato in "unità di apprendimento e di esperienza", in modo tale da consentire l'acquisizione di:

Per ciascuna famiglia di professionisti si prevede di realizzare:

Tutor d'impresa

Per il secondo aggregato di destinatari (giovani laureati), l'attivita' formativa e' centrata nella realizzazione di un percorso formativo finalizzato a sviluppare la nuova figura di professionista del tutor d'impresa; ovvero del professionista in grado di interfacciare in modo attivo i bisogni d'innovazione, a livelllo di impresa, comparto, area sistema, con soluzioni tecnologiche ed innovative via via rese disponibili dalle attivita' promosse dal Parco e/o da altri soggetti privati e pubblici nazionali ed internazionali.

L'analisi dei bisogni del sistema delle imprese e il contesto, per questo secondo gruppo di destinatari (tutor d'impresa), hanno evidenziato la seguente opzione e priorita':

Con quest'azione si intende sperimentare un nuovo modello formativo che consegni al mercato professionisti in grado di operare sui seguenti versanti:

L'architettura generale ipotizzata si base sulle seguenti macro attivita':

1) progettazione e selezione partecipanti: progettazione esecutiva, allestimento ambienti e creazione dell'albo e della rete di docenti-consulenti-imprese. In questa fase sono comprese tutte le attivita' relative alla promozione dell'iniziativa, alla predisposizione del bando con relativi requisiti di ammissione, selezione partecipanti e, infine, del modello generale e delle specifiche operative del sistema di valutazione/monitoraggio dell'attivita' formativa.
2) avvio attivita' aula: questa prima attivita' o percorso comune e generale e' dedicato alla omogeneizzazione culturale-linguistica e professionale dei partecipanti. Vengono impartiti insegnamenti sulle principali topiche appartenenti all'economia dell'innovazione, all'analisi dell'impresa e delle operations, all'analisi dei processi, alle filiere tecnologiche e agli strumenti della produttivita' individuale. Particolare attenzione viene dedicata, in questa fase, alla cosiddetta analisi di contesto che consente di costruire, da un lato, il quadro di riferimento operativo (impresa, mercato, tecnologie, organizzazione,..) e, dall'altro, lo scenario di riferimento in cui sono collocate le azioni pubbliche di sostegno all'innovazione (programmi comunitari, azioni nazionali e regionali, ivi incluso il RIS (Regional Innovation Strategy- Puglia Innova).
3) inserimento operativo nel progetto e stage: in questa seconda attivita' o percorso individuale e specialistico i partecipanti sono progressivamente impegnati nelle attivita' (linee) del progetto di innovazione CLUSTER e TRIALS, con l'obiettivo di renderli consueti con le tecnologie in uso e con il problema applicativo. La familiarizzazione avviene attraverso l'inserimento nel team di progetto e la permanenza per periodi variabili presso le imprese coinvolte e destinatarie dei prototipi in allestimento. Una ripartizione dei formandi derivata esclusivamente da criteri quantitativi (grandezza economica e/o di impegno di risorse umane dei due progetti) conduce ad una assegnazione di 2 e 19 formandi, rispettivamente per TRIALS e CLUSTER. Questi valori saranno probabilmente modificati subito dopo la conclusione della fase precedente, sulla base di considerazioni tecniche e di opzioni ed orientamenti dei formandi. Per aumentare l'efficacia didattica di questa fase di lavoro si prevede di affiancare il partecipante, a livello individuale o per piccoli gruppi, con una coppia di supervisori (uno dell'impresa e uno della struttura tecnica impegnata nella realizzazione). Sono previsti in questa fase consistenti momenti di rientro in aula per sistematizzare le conoscenze e per condividere problemi e procedure di lavoro. A conclusione di questa prima fase e' prevista la realizzazione di una significativa esperienza presso centri qualificati in Italia o all'estero impegnati in processi produttivi o di trasferimento/diffusione su tematiche o aree tecnologiche affini a quelle tipiche dei progetti operativi. In questa fase la supervisione viene ulteriormente garantita dall'advisor esterno con cui si concordano tempi, modi, risultati attesi, schedulazione dello stage.
4) impatto professionale e imprenditoriale: Quest'ultima attivita' o percorso per l'intrapresa e' dedicata alla riflessione complessiva in termini professionali sull'esperienza realizzata e sui punti di connessione e trasferibilita' nel contesto del progetto. In termini strettamente didattici sono previsti micro seminari a carico dei tutor d'impresa che "raccontano" gli aspetti rilevanti dell'esperienza ad una utenza mista costituita da ricercatori, tutor e personale delle imprese. La fase e' prevalentemente dedicata a svolgere i compiti operativi tipici del profilo professionale definito: avvio di processi di trasferimento e/o di diffusione di soluzioni tecnologiche attraverso la consulenza in imprese diverse, per settore e ambito territoriale, da quelle in cui e' stata realizzata l'esperienza. In questa fase sono previste anche attivita' di autovalutazioni dell'impatto complessivo dell'esperienza in termini di investimento professionale e di ricadute sulle imprese e sulle strutture del Parco. In particolare l'avvenuta acquisizione delle dinamiche del mercato dei clienti e delle soluzioni innovative, puo' consentire a quanti vorranno orientarsi ad attivita' autonome di preparare un proprio "business-plan". In linea di principio tutti i tutor sono impegnati nella progettazione di procedure per facilitare i processi di trasferimento-diffusione-valorizzazione rispetto a classi di utenti e risultati della ricerca. Sono previste ulteriori attivita' di formazione-aula sui temi dell'impresa, della redazione di piani di fattibilita' e di business-plan.

La metodologia didattica prevede:


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